Festival èStoria | 27 > 29 mag 2022 | Gorizia | info@estoria.it
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Informazioni

Date1 ott > 3 ott 2021
TemaFollia
LocationParco Basaglia, Gorizia

Per quale motivo la rappresentazione della malattia mentale ha suscitato sempre – e continua a farlo – profonde suggestioni nella pittura, nella letteratura, nel teatro, nel cinema o nel mondo dell’arte? Quali segni ha impresso la pazzia nel corso dei secoli sia sul piano individuale che su quello collettivo? Il concetto di follia è conciliabile con il processo di civilizzazione tuttora in corso? Quali sono i confini tra devianza mentale e ispirazione artistica o estro creativo? E ancora, quali sono i lasciti storici del pensiero di Michel Foucault o della riforma di Franco Basaglia nella cultura odierna? A questi e a molti altri interrogativi èStoria risponderà attraverso un percorso che della follia prenderà in esame la dimensione biografica, tratteggerà l’evoluzione dell’istituzione manicomiale, terrà conto delle manifestazioni di devianza collettiva, esplorerà gli ambiti conclamati della storia della medicina e della psichiatria, o si addentrerà nella letteratura, da Ariosto a Cervantes.

Videogallery

La folle cura della mente

Conversano Vittorino Andreoli, Andrea Zannini

Quando l’attenzione e la cura verso l’altro diventano la missione di una vita, l’identificazione tra professione e inclinazione umana è totale. Nella cornice del Parco Basaglia di Gorizia Vittorino Andreoli riceve il premio speciale èStoria 2021 per la sua dedizione cinquantennale alla cura psichiatrica e alla più corretta divulgazione del tema presso il grande pubblico.

“e cominciò la grande follia, così terribile, che nessuno sentirà mai…”

Con David Riondino

Ludovico Ariosto, il poeta rinascimentale dalla personalità sobria e misurata, mette in scena nel suo poema tutte le avventure e gli intrecci che sorgono dalla follia amorosa di Orlando. Fra epos e romanzo, l’opera di Ariosto conduce il lettore per una selva di viaggi, di coincidenze, di imprese: pazzia guerresca e pazzia erotica si mescolano nell’epica cavalleresca, e David Riondino restituirà agli uditori tutta la vibrante vivacità della smisurata poesia ariostesca.

Gli anni della psicanalisi

Intervengono Sergia Adamo, Elvio Guagnini, Alessandro Mezzena Lona

Il grande scrittore triestino, che nel suo capolavoro (La coscienza di Zeno) introduce nella letteratura la psicoanalisi freudiana, ebbe occasione di entrare in contatto con quella che all’epoca era una eccitante novità grazie a Edoardo Weiss, medico triestino che fu allievo di Freud e per primo presentò la rivoluzione psicanalitica in Italia: un fatto che non sorprende, considerando la storia di Trieste e la sua lunghissima appartenenza all’Austria asburgica.

Nietzsche on the road

Conversano Paolo Pagani, Armando Torno

Poche figure nella storia del pensiero sono tanto inclassificabili quanto Nietzsche: iconoclasta, immaginifico, e fieramente solitario, il profeta dell’Oltreuomo spicca fra i filosofi come un punto di riferimento per la modernità. “Nietzsche On The Road” è una biografia eretica della vita del filosofo, ripercorsa dai luoghi in cui egli visse o passò: una biografia pellegrina di Nietzsche, scritta in modo nicciano.

Come la pandemia sta cambiando il mondo

In collaborazione con Gruppo di studi storici e sociali Historia
Intervengono Renata Kodilja, Vittorio Emanuele Parsi, Arturo Pellizzon e Angelo Michele Ristuccia Coordina Guglielmo Cevolin

Con il Covid-19, vera e propria sorpresa strategica per l’umanità e gli Stati, la follia irrompe e scombina inizialmente le relazioni internazionali. L’imprevedibile ci costringe a metterci in gioco affinché la ricostruzione che ci attende sia paragonabile a quella del dopoguerra, non solo nella sua dimensione materiale ed economica, ma anche in quella politica e spirituale. Sullo sfondo il volume del Prof. Vittorio Emanuele Parsi Vulnerabili: come la pandemia sta cambiando il mondo. La speranza oltre il rancore (Piemme, 2021) con le domande dell’attualità che incidono in tanti settori. L’egemonia mondiale americana in declino si rilancerà con Biden? La Cina, da cui si è diffuso il virus, supererà l’Occidente e diventerà il nuovo modello di riferimento? La grande svolta del Recovery fund potrà diventare il volano di una reale trasformazione dell’Unione Europea? Saranno i più deboli a pagare le conseguenze sociali della pandemia, o sapremo rispondere allo shock nel segno dell’equità e della sostenibilità ambientale? La democrazia riuscirà a sopravvivere al rischio di un nuovo autoritarismo, trovando un rapporto più equilibrato tra politica ed economia?

Alterità e norma. Una lettura del presente

Conversano Paolo Crepet e Alex Pessotto

La nevrosi del presente si costruisce giorno dopo giorno nelle pieghe di prassi e rapporti spesso distorti. Come è possibile orientarsi in questo dedalo senza smarrirsi?

Il manicomio dei bambini

Conversano Alberto Gaino, Lucia Bellaspiga

Cosa succede quando a finire nel manicomio, in mezzo alle persone dimenticate e nascoste, sono dei bambini? Crescere in un ambiente disumanizzante e crudele non può che impattare in modo violento la loro psiche in formazione, e lasciare cicatrici permanenti. Nonostante questo, ciò accadeva regolarmente: Alberto Gaino, autore de “Il manicomio dei bambini” ne parla con Lucia Bellaspiga, giornalista, cercando di ricostruire la dura crudezza dell’esperienza manicomiale, e di indicare nuove concezioni nella pedagogia dell’infanzia e dell’adolescenza.

Uno zar folle

In collaborazione con Focus Storia
Conversano Alain Blondy, Roberto Roveda

Un bambino solitario, allontanato dalla madre austera; un giovane insicuro della propria ascendenza; uno zar iroso e veementemente avverso alla propria madre e predecessora, Caterina la grande: Paolo I imperatore di Russia ebbe una vita travagliata, e di lui i contemporanei malignamente dicevano che non avesse la stoffa del sovrano. Infatti, non regnò a lungo. Di questa figura complessa e umbratile, incline alla rabbia e al risentimento, parlerà il suo biografo.

Follia e potere. Viaggio nella coscienza sporca d’Italia

Intervengono Corrado De Rosa, Veit Heinichen
Coordina Martina Vocci

Spesso la follia è stata utilizzata come strumento di potere, per occultare, per proteggere i politici o per ottenere benefici di giustizia. Seguendo casi giudiziari significativi e esemplari – dalle teorie di Cesare Lombroso sugli anarchici alle accuse mosse a Pier Paolo Pasolini, dalle perizie effettuate sui brigatisti alla diagnosi in absentia su Aldo Moro, dal mostro del Circeo Angelo Izzo all’attentatore del Papa Ali Agca, passando per Bernardo Provenzano e il ballerino Pietro Valpreda – nel libro Italian Psycho. La follia tra crimini, ideologia e politica (minimum fax, 2021) Corrado De Rosa racconta l’uso eversivo della malattia mentale e della diversità nella storia recente, riflettendo sulle moderne acquisizioni della psicologia e della criminologia.

Premio èStoria 2021 a Sergio Romano

Con Omar Monestier, Sergio Romano

Ha attraversato il Novecento da semplice testimone, attento giornalista, diplomatico di alto rango: si è affacciato nel nuovo secolo imprimendo sempre di più alla sua attività pubblicistica una curvatura storica e geopolitica. I suoi interventi, dalle colonne del “Corriere della Sera” così come ai libri scritti, hanno rafforzato questa salda impalcatura storica che posa su di una cultura pressoché enciclopedica e hanno messo in luce le sue doti di elegante scrittore.

Per essere oggi una delle voci di riferimento nell’ambito della storiografia italiana in grado di leggere il presente nella scorta del passato, il premio èStoria 2021 va a Sergio Romano.

Dove ci portate? Wohin bringt Ihr uns? Kam nas peljete?

Conversano Kirsten Maria Duesberg, Alessandra Kersevan

La ricerca indaga sulla storia di tre donne e cinque uomini delle comunità di lingua tedesca e slovena della Val Canale, deportati nel maggio 1940 dall’ospedale psichiatrico di Udine in Istituti del Terzo Reich. Vennero trasferiti forzatamente insieme a centinaia di pazienti dell’Alto Adige/Südtirol nell’ambito delle opzioni italo-tedesche del 1939. In questa microstoria sono concentrati i drammi della psichiatria nazista e fascista, del razzismo etnico ed eugenetico. Dalla ricostruzione delle storie emergono i tratti di un’inquietante attualità, ma anche il potenziale di una ricerca transfrontaliera e plurilingue.

Eroica. La musica di Beethoven, la guerra di Napoleone

Conversano Luigi Mascilli Migliorini, Armando Torno

Intorno a due ricorrenze (la morte di Napoleone, la nascita di Beethoven). E intorno ad una celebre sinfonia, si intrecciano le attese e gli immaginari di due uomini che traghettano, in modo eguale e diverso, la sensibilità europea dalla ragione del Settecento alla passione del Romanticismo.

Franz Xaver Messerschmidt e l’arte come terapia

In collaborazione con Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus
Intervengono Cristina Bragaglia, Antonio Perciaccante
Coordina Alessandro Quinzi

La vicenda di Franz Xaver Messerschmidt, il tormentato artista che all’apice del successo abbandonò improvvisamente la sua promettente carriera alla corte di Vienna, e la genesi delle sue opere più note, le cosiddette “teste di carattere”, testimoniano come l’atto stesso della creazione artistica, con il suo impatto emotivo e psicologico, possa trasformarsi in una vera propria forma di terapia.

I santi folli

Intervengono Guido Alliney, Gerardo Favaretto
Coordina Andrea Bellavite

C’è un rapporto sotterraneo, carsico, fra la santità e la follia: sovente i fenomeni religiosi più accesi pretendono un severo distacco dal mondo, e quindi anche dalla logica del mondo: come se chi avesse recisi i contatti con il mondo civile non possa che apparire completamente al di fuori di esso, incomprensibilmente, e vivere solo in un mondo altro. Questa caratteristica comune ai fenomeni religiosi, raggiunge forse nel cristianesimo livelli insuperati. La volontà di staccarsi dal mondo è un fattore definitorio del fenomeno religioso, o ne è solo un effetto collaterale?

Le folli seduzioni del potere

Intervengono Mimmo Franzinelli, Simon Levis Sullam
Coordina Simonetta Fiori

L’alienazione del potere: come un grande intellettuale liberale rinnegò i valori della democrazia per porsi al servizio di Mussolini, collaborando al consolidamento della dittatura, sino a schierarsi nella guerra civile con la Repubblica sociale e i nazisti, ponendo a repentaglio la sua stessa vita.

Chisciotte, la maschera della follia

Conversano Antonio Moresco e Antonella Sbuelz

“Un Chisciotte reinventato e scaraventato nel nostro tempo, partecipato e sentito fino all’incarnazione. Una cosa esagerata, disarmata, di quelle che si fanno con incoscienza e abbandono, in cui c’è da ridere e da piangere, come nella vita”. Dalle note di copertina del libro di Antonio Moresco.

Guerre e spaesamenti nelle fonti psichiatriche di Trieste e Lubiana

Intervengono Paolo Fonda, Gloria Nemec e Marta Verginella
Coordina Pietro Spirito

La prima e la seconda guerra mondiale sono stati due eventi profondamente laceranti per la popolazione giuliana e non soltanto per la recrudescenza della violenza ma anche per lo spaesamento creato dai cambiamenti geopolitici conseguenti ai due conflitti. Le fonti psichiatriche, conservate a Trieste e a Lubiana, ci permettono di comprendere la profondità dei traumi causati dalla guerra ma anche i percorsi di cura nel dopoguerra che spesso venivano attuati superando logiche ideologiche e confini nazionali.

Mito e realtà della Grotta di Dante a Tolmino

Intervengono Maiko Favaro e Angelo Floramo
Coordina Giuseppe Trebbi

Una ricognizione di alto livello sui rapport tra Dante, la Commedia e i territori posti al confine orientale, tra miti e certezze letterarie.

Macrina e Ipazia, due outsider dell’antichità (folli o geniali?)

In collaborazione con Gruppo Archeologico Aquileiese onlus
Intervengono Claudia Giordani e Antonella Testa
Coordina Carlo Gaetano Conti

Due donne decisamente fuori dagli schemi, che hanno osato infrangere tabù e limitazioni, si confrontano in un’intervista impossibile, che ne evidenzia le profonde differenze, ma anche le sorprendenti affinità. In una società in trasformazione, Macrina dà vita a esperimenti comunitari innovativi dalla forte carica propulsiva. Ipazia, filosofa, matematica e astronoma, insegna nella cosmopolita Alessandria d’Egitto, destando ammirazione, ma anche ostilità, tanto da essere barbaramente uccisa da monaci cristiani fanatici. Personalità libere e forti, riescono a sfuggire alle maglie strette di un mondo che vuole le donne succube e silenziose.

Pazzi per la libertà: i partigiani in manicomio

Conversano Mimmo Franzinelli e Nicola Graziano

L’incredibile vicenda dei partigiani che, processati nel 1945-46 per eventi sanguinosi della guerra civile, ottennero l’attenuante della seminfermità mentale per beneficiare delle riduzioni di pena, ma espiata la detenzione ordinaria furono internati per tre anni nei manicomi criminali, in condizioni assai peggiori rispetto alla prigione. Un itinerario sconvolgente dentro le istituzioni totali degli anni Cinquanta, un tassello di storia italiana da riscoprire.

“Folle ragione”: note su Niccolò Machiavelli e Ludovico Ariosto

Intervengono Michela Gecele ed Elvio Guagnini
Coordina Fabrizio Meroi

Due delle figure più emblematiche del Rinascimento italiano rappresentano bene il rapporto ambivalente con la follia: fonte d’estro creativo per l’artista, e dissimulazione per il politico esperto. Il Cinquecento, secolo di fiorente fermento e di caos rivoluzionario, modificò per sempre i rapporti fra la fede e il mondo secolare, fra l’Europa e il mondo esterno: e da questo folle caos emersero gli astri della cultura italiana.

Per una storia critica della psicoterapia

Intervengono Renato Foschi e Marco Innamorati
Coordina Alessandro Saullo

Psicoterapia significa etimologicamente cura dell’anima, della psiche. La storia di questo termine così carico di significato, «anima», significato religioso, filosofico, e antropologico, rivela una enorme ricchezza concettuale che si sviluppa e cresce assieme alla cultura europea ed occidentale, dai primi filosofi greci fino alle porte della contemporaneità. Nel corso della modernità, a poco a poco, si fa strada l’idea che la mente, come il corpo, possa ammalarsi, o viceversa guarire: nacque la psichiatria, in seguito venne la rivoluzione freudiana, e poi fiorì una pletora di scuole di psicoterapia diverse. Una conversazione di grande valore scientifico che mira a sciogliere i nodi di una storia tanto aggrovigliata quanto profonda.

Raccontare il lavoro: uomini e donne in movimento tra Goriziano e Repubblica di Venezia (XVIII secolo)

In collaborazione con Associazione APERTAMENTE

Intervengono Andrea Caracausi, Paolo Iancis e Loredana Panariti
Coordina Lucia Pillon

Durante il XVIII secolo Gorizia vede un boom della lavorazione della seta: a Farra d’Isonzo si costituisce una fabbrica tessile, la coltivazione del gelso aumenta vertiginosamente, e tutta la filiera dell’industria serica aumenta. Quale fosse la situazione materiale dei lavoratori e delle lavoratrici della seta in un contesto di ampi cambiamenti della proprietà della terra, lo racconta l’associazione culturale Apertamente.

L’arte malvagia di fare i pazzi

Intervengono Francesca Canale Cama e Antimo Cesaro
Coordina Valerio Marchi

L’incontro è articolato in due interventi:

L’amaro caso di Giuditta Guastamacchia
Nell’aprile 1800 un enorme ed inaudito delitto condusse al patibolo, a Napoli, Giuditta Guastamacchia. L’esecuzione comportò, come pena accessoria, l’esposizione della testa decollata alle mura della Vicaria. A distanza di cinquant’anni il celebre alienista Biagio Miraglia riuscì a farsi consegnare quei macabri resti sui quali, eseguito un esame cranioscopico, stilò un Parere frenologico con ampie considerazioni sulla conciliabilità tra libero arbitrio e inclinazioni organiche, responsabilità e imputabilità, crimine e follia.

La frenologia: una pseudo scienza al servizio della Nazione
Antenata della psichiatria, la frenologia – dottrina basata sulla definizione della follia attraverso la morfologia del cranio – ebbe un ruolo fondamentale quando per la prima volta nel nuovo Stato unitario ci si trovò di fronte alla necessità sociale e giuridica di “distinguere un savio da un folle”. Ampia, infatti, fu l’influenza di questa dottrina sulla concezione del folle fino redazione del codice Zanardelli (1889), quando le idee di alcuni importanti frenologi come il napoletano Biagio Miraglia conobbero una significativa diffusione per poi cedere il passo alle teorie lombrosiane e alle influenze della scuola positivista sulla nuova psichiatria di inizio Novecento.

Uccidere il tiranno: follia o lucido disegno politico?

Intervengono Gianni Oliva e Frances Stonor Saunders
Coordina Simonetta Fiori

Violet Gibson, la donna che cercò di assassinare il dittatore italiano nel 1926, era figlia del Lord Cancelliere d’Irlanda e animata da profondi sentimenti verso l’Italia; finì la sua vita negli ospedali psichiatrici irlandesi dopo il rimpatrio. Decise di apprestarsi a un’impresa simile perché animata da un grande amore verso l’Italia, ed era desiderosa di vederla nuovamente libera. Rimane l’unica domanda a cui non daremo mai una risposta: non sapremo mai cosa sarebbe successo, se in quel fatale giorno d’Aprile del 1926 il suo revolver avesse fatto centro e privato il fascismo del suo capo.

L’alterazione mentale nella realtà e nella rappresentazione del Medio Evo

In collaborazione con CERM – Centro Europeo Ricerche

Intervengono Marialuisa Bottazzi e Paolo Cammarosano
Coordina Matteo Sacchi

Durante l’evo medio non mancano episodi di devianza, follia, dissennatezza: tuttavia l’uomo medievale utilizza uno schema concettuale profondamente diverso da quello della modernità psichiatrica per parlare della follia. La follia è vista positivamente dai cristiani più fervorosi, che la interpretano come una delle forme del distacco dal mondo; i folli sono rinchiusi nei lazzaretti assieme ai lebbrosi, come ci racconta Foucault: un dialogo alla ricerca della definizione della follia.

Lessico e gestione della follia nel mondo romano

In collaborazione con Società istriana di Archeologia e Storia Patria – Trieste

Intervengono Mario Fiorentini e Claudio Zaccaria

L’incontro partirà dall’analisi e dalla discussione del variegato lessico impiegato dagli scrittori e presente nei testi letterari e giuridici romani per definire diversi aspetti e diversi livelli dei comportamenti correlati ad alterazioni psichiche. Si metteranno inoltre in evidenza, attraverso una scelta di esempi significativi tratti dalle fonti letterarie e giuridiche, lo stigma che connotava i soggetti “devianti”, con il conseguente discredito sociale (nei due esiti estremi della derisione e della paura), nonché la rilevanza penale di alcuni comportamenti conseguenti allo stato di alterazione.

Ci chiamavano matti

Conversano Vincenzo Compagnone e Marica Setaro

Il libro inchiesta di Anna Maria Bruzzone (edito per la prima volta nel 1979) è stato recentemente aggiornato da Marica Setaro e Silvia Calamai: un repertorio prezioso sull’operato quotidiano di Franco Basaglia torna a essere disponibile e si impone per la sua drammaticità.

Quando li abbiamo slegati

Intervengono Luca D’Ascia e Raphael Ebgi
Coordina Valerio Marchi

Incastonato nella cornice del più alto Umanesimo, il celebre capolavoro di Erasmo da Rotterdam celebra i valori e la funzione della stultitia e condanna la noiosa sapientia, esalta lo scarto della norma perché foriero di creatività genuina: un gioco degli opposti destinato a fare trionfare la gioia della trasgressione, dal momento che la follia rende sopportabile la vita stessa.

La follia in Ippocrate e Galeno

Intervengono Jacques Jouanna e Véronique Boudon-Millot
Coordina Armando Torno

Per noi uomini occidentali, il cominciamento della storia è sempre in Grecia. E nella nostra missione di esplorazione della follia, ci volgeremo alla medicina antica: i greci, che spesso onoravano la follia come irruzione del divino nella vita umana, celebravano la “mania” divina degli iniziati di Eleusi, celebravano l’ebbro obnubilamento dei Baccanali, parlavano di “malinconia”, che etimologicamente indica la bile nera, liquido fisiologico all’eccesso del quale i medici attribuivano la causa di stati d’animo depressivi, inquietudine, e pessimistica rassegnazione. E chiamavano l’epilessia “la malattia sacra”: tanta era la meraviglia che essa ispirava. Ne discuteranno due fra i massimi studiosi europei della medicina antica.

Psichiatria e umanità di Fraco Basaglia

Intervengono Tom Burns, John Foot e Claudio Risé
Coordina Fabrizio Meroi

Franco Basaglia è stato lo psichiatra che ha rivoluzionato la cura delle malattie mentali nell’Italia degli anni ’60 del Novecento, ponendo l’accento sull’umanità del malato, e non sulla devianza della malattia: il suo approccio è stato subito imitato e la sua autorevolezza ha ispirato significativi cambiamenti legislativi e la chiusura dei manicomi in Italia. E’ stato proprio nella città di Gorizia, che Basaglia ha attuato per la prima volta le sue idee lungimiranti: e qui a Gorizia lo ricorderemo, assieme a John Foot, Claudio Risé, Tom Burns e Fabrizio Meroi.