Festival èStoria | 27 set > 03 ott 2021 | Gorizia | info@estoria.it
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Date21 > 24 mag 2015
TemaGiovani
LocationGorizia

I giovani, si sa, amano poco la storia. Li annoia, la storia. E la storia si è presa nei loro confronti quasi una sorta di rivincita culturale, considerandoli per secoli una presenza priva di rilevanza sociale. Forse anche per scongiurare i traumi connessi a un passato segnato dall’alta mortalità infantile? È vero che l’istituzione scolastica, la disciplina pedagogica, la fioritura della letteratura per l’infanzia e la rilevanza assunta dalla famiglia – pur con le sue crisi – nel mondo odierno hanno contribuito a modificare il sentimento della giovinezza, ma ancora oggi non cessano attacchi da più parti al mondo dei giovani, coperti a ripetizione da epiteti a dir poco non compiacenti. Come è possibile allora porre al centro di un evento effimero come un festival di storia un apparente ossimoro, una riflessione che non può possedere la profondità di pensiero e di analisi come quella impiegata da Philippe Ariès in Padri e figli nell’Europa medievale e moderna (Parigi, 1960), ma non deve nemmeno scivolare nell’ovvietà o nel cliché superficiale? Tenteremo di farlo ugualmente tracciando una linea di evoluzione temporale che renda conto del progresso della nozione dei giovani dall’antichità fino ai giorni nostri, senza la pretesa di esaurire un argomento di storia degli affetti, sterminato nelle sue relazioni letterarie, politiche, scientifiche e sociologiche. Ponendo i giovani al centro del dibattito, ma rendendoli il più possibile protagonisti e, speriamo, annoiandoli meno del solito. La sfida è difficile: correremo il rischio. Lo fa chiunque insegua, stupito, incantato, generosamente impulsivo anche se un po’ impaurito, il sogno di una Storia che non c’è.